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Nel 654 a.C. coloni fenici fondarono un porto nelle isole Baleari, chiamandolo Ibossim. Divenne noto fra i Romani (che lo chiamarono Ebusus) per il suo vino, marmo e piombo. I greci, che arrivarono a Ibiza durante il tempo del fenici, furono i primi a chiamare le due isole di Ibiza e Formentera. Col declino fenicio dopo le invasioni assire, Ibiza passò sotto la protezione di Cartagine. L’isola produceva tinta, sale, salsa di pesce (il garum) e lana.





Porto Cervo (Poltu Celvu in gallurese) è una frazione del comune di Arzachena, in provincia di Sassari nella Sardegna settentrionale, regione storico-geografica conosciuta col nome di Gallura. In particolare, la zona di Porto Cervo era chiamata Monti di Mola. Porto Cervo è il principale centro della Costa Smeralda.
Porto Cervo si affaccia su un porto naturale, creato dall’insenatura del Golfo di Arzachena, con una forma che ricorda, appunto, quella di un cervo. Negli anni ’60, per volere del principe Aga Khan, fu costruito nella zona a sud il primo porto artificiale, adesso chiamato Vecchio Porto. E’ ancora oggi funzionante e ospita barche, velieri e yacht ma è stato “spodestato” per grandezza dal nuovo porto turistico costruito negli anni ’80 nella parte est. Questo è un porto molto attrezzato e moderno, con una capienza di 700 posti barca occupati perlopiù da yacht di lusso e barche a vela.
Porto Cervo è rinomato luogo di villeggiatura è edificato attorno al profondo porto naturale, la cui forma ricorda quella di un cervo e domina i promontori sul mare, la curva del porto e le ville sparse, immerse nel verde. Il centro è costruito su di un piano rialzato rispetto al porto.
Nato nei primi anni settanta con la costruzione di edifici popolari e successivamente con la realizzazione di appartamenti in cooperativa, con lo svilupparsi della zona aeroportuale e commerciale, grazie alla posizione panoramica sul mare e ben collegata con alcuni importanti assi viari regionali, il quartiere si è sviluppato ulteriormente con l’edificazione di aree destinate ad uso residenziale e commerciale e con la realizzazione di un porto per imbarcazioni da diporto.
Marina dell’Orso di Poltu Quatu è un fiordo, caratterizzato dall’essere un’insenatura riparata dal forte vento e dalle correnti marine eccessive. Per questo motivo è approdo particolarmente gradito, soprattutto da chi desidera navigare in più si può ammirare la bella isola di Caprera, compresa nel Parco nazionale Arcipelago di La Maddalena. A sud del porticciolo turistico, nelle acque interne del golfo si estendono importanti allevamenti di mitili, gustosi molluschi bivalve molto conosciuti ed apprezzati in tutta l’Isola.
Il mercato di Saint Tropez è un vero e proprio must per abitanti e turisti offre una varietà di prodotti che spaziano dai vestiti all’antiquariato passando per una ricca selezione di eccellenze locali (aglio, olive, olio extravergine d’oliva, formaggio, frutta e verdura, vino, spezie). Tutte le mattine invece prende vita, nel cuore di Saint Tropez, uno dei più piccoli mercati del pesce al mondo. Si trova in place aux Herbes proprio vicino alla Fromagerie du Marché, vero tripudio di prodotti caseari d’oltralpe.
I primi abitanti di Saint-Tropez furono i coloni greci di Massalia, provenienti da Focea, che vi fondarono un piccolo emporio, dove scambiavano le loro merci coi nativi Galli. L’insediamento prese il nome di Athenopolis e, con l’arrivo dei Romani mutò in Heraclea. Nel 1436 Renato di Provenza si appella ad un nobile genovese, Raffaele di Garezzio, affinché ripopoli Saint Tropez. Così sessanta famiglie liguri fanno rinascere Saint Tropez, e come contropartita il duca s’impegna a non far pagar loro tasse, convenzione che durerà per duecento anni. I nuovi abitanti fortificano il paese con possenti mura che ancora oggi si possono osservare. Nel corso degli anni il paese sarà più volte attaccato, sia dagli spagnoli che dagli inglesi, e subirà diverse devastazioni. Saint Tropez fu al centro dello sbarco alleato in Provenza nel 1944 e venne liberato il 15 agosto di quello stesso anno.
Il golfo di Saint Tropez è la meta balneare più rinomata del Var. La città di St-Tropez, con il suo porto che ospita le più grandi imbarcazioni della Costa Azzurra, è la sua punta di diamante. Ma le più belle spiagge del Giolfo diSaint Tropez si trovano a Ramatuelle, dal lato della baia di Pampelonne. É in questa baia, lunga diversi chilometri, che si trovano le spiagge private più clebri, dove lo champagne scorre a fiumi durante l’estate. La piccola località di Le Rayol-Canadel segna l’inizio del Golfe de Saint-Tropez a sud. Si incontra poi Cavalaire sur Mer, una piccola località frequentata da famiglie. La Croix Valmer è apprezzata per il suo litorale frastagliatoche ospita alcune belle spiagge del Var. Nella parte nord del golfo, Sainte-Maxime ha molti argomenti per attirare i turisti alla ricerca di autenticità. La vista sul porto di St-Tropez e sul suo campanile è magnifica. Port-Grimaud è una piacevole marina caratterizzata da piccoli canali interni.
Al di là dell’intensa vita mondana frequentata da vip e animata da serate festaiole per gli innumerevoli locali e ristoranti del porto e del centro, Saint-Tropez è anche una stupenda cittadina. I suoi colori pastello sfumano dal rosa, all’arancione fino al rosso vivo e incorniciano un romantico porto.
Palermo sorge all’interno di una pianura di circa 100 km² (la Conca d’Oro) stretta tra il golfo e i monti calcarei che prendono nome dalla città. Alcune conformazioni rocciose si spingono verso la costa creando una vera spaccatura fisica tra alcuni quartieri.
La città vanta una storia plurimillenaria e ha avuto un ruolo importante per le vicende del Mediterraneo e dell’Europa. Fondata dai Fenici tra il VII e il VI secolo a.C., viene conquistata nel 254 a.C. dai Romani ed è divenuta il principale centro dell’isola (Provincia Sicilia). Conquistata dai Vandali nel 429, passa nel 536 sotto Bisanzio e poi inesorabilmente conquistata dai Saraceni nell’831. Successivamente, con l’avvento dei Normanni e il ritorno alla cristianità, fu la città di incoronazione per i numerosi sovrani di Sicilia, proprio a questa circostanza si devono i titoli attribuiti alla città: «Prima Sedes, Corona Regis et Regni Caput». Da allora è rimasta, con alterne vicende, la capitale del Regno di Sicilia fino al 1816. Particolarmente importanti furono i Vespri siciliani, ribellione scoppiata a Palermo nel 1282.
Palermo (Palemmu [paˈlɛmmʊ] in dialetto siciliano) è un comune italiano di 668.630 abitanti, capoluogo della regione Sicilia. La città vanta una storia plurimillenaria e ha avuto un ruolo importante per le vicende del Mediterraneo e dell’Europa.
Monte Carlo, è la parte più centrale della città-Stato del Principato di Monaco, di cui costituisce uno dei quattro quartieri tradizionali.
Monte Carlo ha questo nome in onore del principe Carlo III di Monaco dal 1º luglio 1866, infatti fino al 1861 il piccolo principato era posto sotto la protezione del Regno di Sardegna e la lingua utilizzata era l’italiano.
Sapori mediterranei, ricette semplici e largo uso di prodotti freschi. Tra i piatti tipici troviamo la famosissima “insalata nizzarda” con uova e acciughe, la “Pissaladiere”, squisita torta salata alle cipolle, la “Bouillabaisse”, tipica zuppa di pesce, ma anche l’”Aioli”, una sorta di maionese all’aglio, i “ravioli alla nizzarda”, la “ratatouille”, tradizionale terrina di verdure cotte, il “pan bagnat” e la “bagna cauda”, saporita salsa di verdure con olio, aglio e acciughe. Nel 2001 ha ottenuto la Denominazione di Origine Controllata di “Oliva di Nizza”. L’olio, così come le olive, è alla base di molte specialità gastronomiche della Costa Azzurra, tra cui un delizioso e rinomato paté di olive.
Il Gran Premio di Monaco di Formula 1 si corre sul circuito cittadino di Monte Carlo nel Principato di Monaco. La prima edizione si disputò il 14 aprile 1929 sotto l’impulso di Antony Noghes fondatore dello Automobile Club de Monaco, mentre la prima edizione valida per il Campionato Mondiale è datata 21 maggio del 1950.


















L’area era già abitata nel 
































Tra le spiagge più rinomate figurano, nella parte meridionale dell’isola, Kalafatis, Ornos, Paraga, Paradise, Super Paradise ed Elià. Aghios Stefanos e Panormos sono invece tra le più conosciute nella parte settentrionale .Micono è un’isola cosmopolita che accoglie migliaia di turisti durante tutto l’arco dell’anno. L’isola era considerata come il paradiso della comunità LGBT, ma in seguito si presterà a diventare la “capitale” estiva della tolleranza in genere.
L’isola di Mykonos, destinazione magica e accogliente famosa nel mondo: il luogo ideale per vostre vacanze… bellissima, cosmopolita, amichevole e sicura. Primavera, Autunno & Inverno: calma, romantica e rilassante, più un vero e proprio “must” per tutti coloro che vogliono scoprire le isole greche. In estate: vivace e affollata.
Secondo recenti scoperte, l’isola sarebbe stata sede di tribù carie nel Neolitico. La tradizione fa riferimento a popolamenti dei lelegi e poi di egizi, fenici e cretesi. I resti archeologici indicano che l’isola è stata abitata dagli antichi popoli della Ionia già dalla prima parte dell’XI secolo a.C. Nella fase conclusiva delle Guerre persiane (478-477 a.C.), Micono entrò a far parte della Lega delio-attica.
I segreti culinari più preziosi in Grecia non sono solo nascosti nei ristoranti di lusso. Si trovano anche nelle più umili taverne tradizionali dei piccoli villaggi di pescatori o delle frazioni alpine della Grecia – molte delle quali non propongono un menu fisso ma si ispirano agli ingredienti freschi del giorno. Offrono un’autentica cucina mediterranea, fatta con prodotti semplici e biologici. I piatti sono preparati con uova e formaggio della vicina fattoria, verdure coltivate nei loro orti e pesce appena pescato portato dai pescatori all’alba e servito con il vino del locale vigneto.
S’Arenal è la più grande spiaggia della capitale delle Baleari, Palma. S’Arenal è lunga ben 4.600 metri, larga 50, di sabbia finissima. Lungo la spiaggia è nato il centro turistico di s’Arenal, il luogo con la più alta densità di hotel delle Baleari. D’estate i turisti degli hotel, tedeschi soprattutto, si riversano sulla spiaggia di sabbia chiara, molto fine, e in mare, spesso calmo. Accanto alla spiaggia corre un Passeig (lungomare) con le palme e i bar numerati (da 1 a 16). La località di s’Arenal ha ottenuto per diversi anni consecutivi il riconoscimento della bandiera blu. Inoltre, nella zona di s’Arenal si trova Aqualand s’Arenal: il parco offre oltre 20 attrazioni acquatiche immerse nel verde. I bambini possono divertirsi in una zona tematizzata e molto colorata appositamente creata per loro. Da segnalare la presenza della Jacuzzi più grande del mondo, che si è guadagnata un posto nel Guinness dei primati.
Una sorpresa per molte persone – è elegante, sofisticata, intima, ma piena di vita. Situato sulle rive meridionali del Maiorca, la capitale dell’isola si affaccia sulle scintillanti acque azzurre del Mediterraneo. Metà della popolazione di Maiorca vive qui, godendo dei migliori ristoranti dell’isola, negozi e locali notturni, nonché una scena artistica internazionale.
Le Baleari furono abitate fin dai tempi più antichi. I romani, che chiamarono la città Palma ben presto divenne il fulcro dei traffici commerciali con le città del Mediterraneo occidentale. Ai romani, dopo alterne vicende, fecero seguito prima i vandali e poi i bizantini. Si sa ben poco di questo periodo anche se nella Cattedrale sono conservati dei mosaici che in precedenza si trovavano in una chiesa paleocristiana. Nel XVIII secolo Palma divenne la capitale della provincia delle Baleari; inoltre, con Carlo III, vennero liberalizzati i commerci favorendo la ripresa economica della città. Nel secolo successivo, l’occupazione francese dell’Algeria rese più sicure le rotte commerciali nel Mediterraneo che fino ad allora la pirateria turca e magrebina, le cui basi erano nell’Africa del Nord, aveva reso insicure. Questo portò ad un aumento dei commerci e dei traffici marittimi nel Mediterraneo occidentale di cui approfittò Palma di Maiorca grazie alla sua posizione geografica.
Nei ristoranti di cucina tradizionale non possono mancare il maialino arrosto, il frit mallorquín, un buon bullit de peix(Ibiza), la caldereta de langosta (Minorca), le lumache o l’alioli. Inoltre, i piatti di riso, di pesce e le zuppe creano dei menù eccezionali, ideali per concedersi uno sfizio e, successivamente, una buona siesta.Il piatto tipico che sempre accompagna il visitatore sull’isola è il pa amb oli. La sua semplicità si ottiene combinando il tradizionale pane integrale in llesques (fette) con olio extrvergine di oliva delle isole. Su questo pane, con aggiunta di pomodori di ramallet, si possono mettere tutti gli ingredienti, in base all’immaginazione e dall’appetito:formaggio mahonés, soppressata, tonno o camaiot (insaccato tipico).
Le spiagge di Ses Illetes, situate nel punto più a nord dell’isola e le più vicine all’isola di Espalmador, sono le più visitate e frequentate dai turisti. La sua particolarità è quella che in certi punti è una striscia di sabbia di poche decine di metri con il mare su entrambi i lati che a sua volta può essere calmo da una parte e mosso dall’altro. Si può accedere a questa zona, considerata riserva naturale, gratuitamente a piedi e in bicicletta, mentre è necessario pagare un pedaggio se si accede in auto o in scooter. La zona di Ses Illetes è una delle più complete per il tempo libero: sport acquatici, ristoranti, chioschi, amache, ombrelloni, servizi per i bagnanti. Esiste anche un servizio di tragitto marittimo che collega questa zona con il porto de La Savina e con l’isola di Espalmador.
Formentera è una destinazione turistica molto popolare: grazie alla bellezza delle spiagge e alla sua vicinanza con Ibiza con cui è collegata da frequentissimi traghetti, offre, a differenza della sua dirimpettaia, una vita e un turismo meno formale e meno legato al variopinto mondo delle discoteche.
Nei ristoranti di cucina tradizionale non possono mancare il maialino arrosto, il frit mallorquín, un buon bullit de peix(Ibiza), la caldereta de langosta (Minorca), le lumache o l’alioli. Inoltre, i piatti di riso, di pesce e le zuppe creano dei menù eccezionali, ideali per concedersi uno sfizio e, successivamente, una buona siesta.Il piatto tipico che sempre accompagna il visitatore sull’isola è il pa amb oli. La sua semplicità si ottiene combinando il tradizionale pane integrale in llesques (fette) con olio extrvergine di oliva delle isole. Su questo pane, con aggiunta di pomodori di ramallet, si possono mettere tutti gli ingredienti, in base all’immaginazione e dall’appetito:formaggio mahonés, soppressata, tonno o camaiot (insaccato tipico).
Le Cinque Terre hanno un profilo frastagliato lungo le cinque miglia di costa rocciosa racchiuse tra due promontori. Speroni di pietra a picco sul mare, minuscole insenature, baie, anfratti, spiaggette trа gli scogli sono la caratteristica, un paesaggio unico al mondo con mare cristallino. I cinque borghi marinari: Monterosso, Vernazza, Manarola, Corniglia e Riomaggiore racchiudono piacevoli sorprese nella loro tipica architettura in cui si evidenzia la storia di queste terre. I santuari mariani innanzitutto, collegati tra loro da sentieri e raggiungibili anche in macchina, i resti dei castelli e delle fortificazioni murate eretti per contrastare la minaccia saracena e le chiese nel tipico stile gotico-ligure che le contraddistingue. Le Cinque Terre sono Parco Nazionale e dal 1997 Patrimonio dell’Umanità tutelato dall’Unesco e sono luoghi ideali per visite in mountain bike, per svolgere del trekking o per camminate romantiche lungo il percorso: Le Vie dell’Amore.
Portofino (Portofin /pɔrtuˈfiŋ/ in ligure) è un comune italiano di 420 abitanti della città metropolitana di Genova in Liguria. Per la sua estensione amministrativa, è il territorio comunale più piccolo del territorio metropolitano. Il comune è situato nella parte occidentale del
Secondo
Tra il Mar Ligure e l’Appennino, una varietà di sapori e ricette che, grazie al suo clima straordinario, propone profumi intensi e sapori mediterranei e montani. Famoso è il pesto alla genovese. “Boghe in scabecio” versione ligure del carpione preparata friggendo pesci infarinati e quindi immersi in una marinata di aceto misto ad un soffritto; “mesciua” piatto caratteristico della zona di La Spezia, è costituita da ceci, fagioli e frumento cotti in acqua bollente e conditi con sale, pepe e olio d’oliva;”piccagge” fettuccine condite con pesto o sugo di carciofi; la focaccia di Recco; il chinotto di Savona, le frizze della Val Bormida.
Bonifacio, è sullo stretto delle
La Scalinata del Re è il percorso da non perdere durante un soggiorno a Bonifacio, in quanto rappresenta uno dei punti più belli della cittadina corsa. Composta da quasi 190 scalini, se percorsa tutta conduce direttamente a picco sulle acque del Mar Mediterraneo, regalando immagini davvero incredibili. Dedicata al Re d’Aragona, si presenta come una scalinata interamente realizzata, suggestivamente scavata nella parete di roccia. Oltre ad essere un’attrazione imperdibile per tutti gli amanti della natura, la scalinata è un monumento a tutti gli effetti, in quanto venne costruita dalle truppe del re di Aragona Alfonso V durante l’assedio di Bonifacio, avvenuto nel Quattrocento, con lo scopo di garantire loro l’approvvigionamento d’acqua. La scalinata, infatti, conduceva ad una sorgente naturale e permetteva ai soldati di dissetarsi e, al tempo stesso, di rimanere nascosti e protetti. La storia che è alle spalle della scalinata è molto interessante, poiché si racconta che i lavori di costruzione durarono una sola notte.
La cucina palermitana, come tutta la cucina siciliana in generale, rientra a pieno nel modello nutrizionale della
Le specialità locali di Bonifacio da gustare sono le Aubergines à la Bonifacienne. Ovvero, melanzane alla “Bonifacio”. Si tratta di melanzane farcite con formaggio e accompagnate da insalata. In Corsica la freschezza e la semplicità sono considerate l’essenza della buona cucina e qualità e genuinità di cibi e bevande, La carne la fa da padrona nella cucina isolana, a partire dalla famosa salumeria corsa, una delle più rinomate nel mondo per l’alta qualità delle carni lavorate, visto che provengono da una razza locale di maialetti selvatici. Sulla costa si potranno gustare ottimi pesci e frutti di mare, dai ricci alla murena grigliata, alle sarde farcite al brocciu, oltre a triglie, spigole, orate e cernie, per non parlare delle aragoste del golfo di Saint-Florent o delle ostriche che si possono trovare nella costa orientale.
Oltre allo spettacolare panorama naturalistico, Formentera presenta divertimenti molto vicini allo stile di vita degli anni ’70: feste sulla spiaggia, abbigliamento alternativo. Alcune delle cose che vi consigliamo di fare durante il vostro soggiorno sono: visitare i villaggi di San Francesc, San Ferran ed El Pilar caratterizzati da viuzze storiche, fare una gita alle Saline e ai fari per poi girare tutti i mercatini delle varie zone dell’isola.
Tra il Mar Ligure e l’Appennino, una varietà di sapori e ricette che, grazie al suo clima straordinario, propone profumi intensi e sapori mediterranei e montani. Famoso è il pesto alla genovese. “Boghe in scabecio” versione ligure del carpione preparata friggendo pesci infarinati e quindi immersi in una marinata di aceto misto ad un soffritto; “mesciua” piatto caratteristico della zona di La Spezia, è costituita da ceci, fagioli e frumento cotti in acqua bollente e conditi con sale, pepe e olio d’oliva;”piccagge” fettuccine condite con pesto o sugo di carciofi; la focaccia di Recco; il chinotto di Savona, le frizze della Val Bormida.